Digital Agenda Going Local: l’Europa connessa

Ieri ha fatto tappa a Bologna la presentazione dell’Agenda Digitale e delle risorse del territorio: come la dimensione locale si connetta alle politiche europee in termini di alfabetizzazione e inclusione digitale, sviluppo di reti, open data, open source ed e-government. Palazzo Re Enzo è stato invaso di idee e di concretezza, con soddisfazione della Commissione Europea che con l’Agenda Digitale sta seminando un terreno fertile, anche se con grandi sacche di resistenza.

Il pomeriggio si è diffuso in quattro barcamp paralleli, dove si sono succeduti a distanza di pochi minuti esempi realizzati o in fase di realizzazione: noi abbiamo scelto “Skills, inclusion, innovation and creativity” – competenze, scuola 2.0, alfabetizzazione informatica, innovazione e industria della creatività. La Città di Modena era presente in vari interventi: dalla capillarità dei Net Garage, ai corsi regionali di Pane e Internet per l’e-inclusion, fino alle politiche di e-government.

Davvero interessanti anche le azioni virtuose in Piemonte di Dschola – la scuola per le scuole: con in testa il modello di Negroponte, questa community ante litteram di insegnanti si è tirata su le maniche e da anni si presta ad attrezzare gli istituti scolastici di hardware a manutenzione zero, a diffondere la padronanza dei mezzi, a divulgare le tecnologie, con una considerevole innovatività di processo e un notevole risparmio. Questo in un panorama scolastico dove anche accendere un computer è considerata un’impresa.

Anche i ragazzi di TagBoLab, il laboratorio di marketing territoriale nel web 2.0 di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna, si spendono per far conoscere la rete: hanno raccontato la loro esperienza in un centro commerciale nella periferia bolognese, dove hanno “evangelizzato digitalmente” alcuni utenti, per lo più anziani. Alla scelta del luogo, decontestualizzato e di passaggio, si aggiunge il valore dello scambio transgenerazionale di conoscenza.

Nella Provincia Autonoma di Trento, grazie al finanziamento del Fondo Sociale Europeo, ai corsi di alfabetizzazione informatica si è integrato un aspetto di inclusione sociale consapevole e pianificato che vogliamo sottolineare: perché, allo stesso tempo, non insegnare anche l’italiano agli stranieri? L’approccio, comunicativo e non grammaticale, è finalizzato ad un meta-apprendimento della lingua italiana, combattendo un divide che non è solo digital…

Questi sono solo alcuni degli input circolati, che abbiamo voluto condividere: sono moltissimi i progetti in essere, a breve sul sito ci saranno i materiali degli incontri. Le buone pratiche ci sono già: ora è necessaria la volontà politica di metterle in rete, di valorizzarle senza creare inutili duplicati, rumore dannoso per l’ottimizzazione e la sostenibilità dell’esistente.

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